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Origini e storia del gin

Sempre più apprezzato negli ultimi anni, il gin fa davvero la differenza in diverse ricette di cocktail. Tuttavia, prima di arrivare sotto i riflettori, questa bevanda alcolica ha avuto una storia ricca di vicissitudini.

Da dove viene il gin?

Il gin viene spesso associato all’Inghilterra, ma in realtà questo distillato, o meglio, il «Jenever» considerato il suo antenato, ha origine negli antichi Paesi Bassi. La più antica ricetta di questa acquavite a base di bacche di ginepro risalirebbe al XV secolo. Sembra che sia stata scoperta da Philip Duff in un manoscritto di proprietà di un ricco mercante olandese. Usato comunemente come rimedio medicinale, il «jenever» riscuoteva un grande successo, soprattutto tra i soldati inglesi che lo chiamavano «Dutch Courage». Gli olandesi esportarono poi questa acquavite un po’ ovunque in tutta Europa, soprattutto in Inghilterra. Il suo commercio andò a gonfie vele fino alla fine del XVII secolo, quando il re Guglielmo III d'Inghilterra vietò l’importazione di acquaviti straniere. I distillatori inglesi iniziarono allora a produrre un alcol simile al «jenever», che chiamarono «gin».

«Gin craze» o la «follia del gin»

Grazie alle agevolazioni fiscali dell’epoca, il gin diventò un distillato accessibile a tutti. Questo liquore divenne molto popolare tra la classe operaia inglese, forse anche troppo, trasformandosi in una vera e propria piaga. Il «Gin craze» o la «follia del gin» si diffuse così in tutto il Paese. Infatti, ogni anno venivano distribuiti ben 37 milioni di litri di gin da circa 7.000 negozi, senza contare i locali clandestini. Inoltre, il gin di quell’epoca non aveva nulla a che vedere con quello di oggi. Spesso di pessima qualità, questo distillato superava frequentemente i 40°, e permetteva di dimenticare per qualche ora una vita quotidiana non sempre facile in un paese in piena espansione industriale. Soprannominato «The Mother’s Ruin» o «la rovina delle famiglie», il gin veniva accusato di essere all’origine dell’alcolismo e di molti altri mali (criminalità, prostituzione, ecc.). Per arginare questa epidemia, nel 1751 fu approvato il Gin Act, che vietava il commercio di gin senza licenza. Solo i gestori delle taverne, soggetti a tasse elevate, potevano venderlo.

Alti e bassi

Des hauts et des bas

Con il passare del tempo, il gin è diventato un distillato più raffinato. Nel corso del XIX secolo, i marinai delle colonie britanniche usavano il gin per mascherare il sapore molto amaro del chinino, contenuto nelle bevande toniche e utile per combattere la malaria. È così che è nato il Gin Tonic. Negli anni ’80, il gin, ormai associato d un'immagine superata, ha attraversato un periodo di declino. Da qualche anno, proposto in ricette raffinate e aromatiche, sta conquistando sempre più appassionati di distillati. Che sia degustato da solo o utilizzato per preparare un cocktail, questo distillato non ha nulla da invidiare ai grandi distillati.

Come si produce il gin?

La produzione del gin comprende diverse fasi. La normativa che disciplina la produzione di questo distillato è relativamente flessibile. Le bacche di ginepro sono gli unici ingredienti obbligatori affinché un distillato possa fregiarsi della denominazione «gin».

Qual è la base del gin?

Il gin è un distillato preparato a partire da alcol agricolo neutro. Si dice neutro perché la concentrazione alcolica è così alta che spesso è difficile individuare l’ingrediente di base utilizzato. Di solito si tratta di cereali (orzo, frumento, segale, ecc.). Tuttavia, il gin può essere prodotto anche a partire da alcol di melassa. Spesso le distillerie non producono direttamente questo alcol. Questa base neutra viene aromatizzata con bacche di ginepro e altre erbe aromatiche (coriandolo, radice di angelica, scorze di limone e arancia, ecc.).

Le fasi principali della produzione di questo distillato

Per produrre il gin, i distillatori seguono diverse fasi:

  • Aromatizzazione dell’alcol neutro: la base neutra viene aromatizzata mediante macerazione degli ingredienti botanici per 24-48 ore e/o tramite infusione. A seconda del tipo di gin, è anche possibile aggiungere singoli distillati o essenze artificiali.
  • Distillazione con le erbe aromatiche: questa fase viene eseguita in alambicchi tradizionali. Riguarda solo i gin distillati, in particolare il London dry gin.
  • Diluizione: il distillato viene diluito con acqua pura per abbassare la gradazione alcolica, che deve essere pari ad almeno il 37,5%.
  • Filtrazione: alcuni produttori di gin filtrano l’acquavite per eliminare tutte le impurità.
  • Maturazione: questa fase non è obbligatoria, dato che la maggior parte dei gin può essere consumata subito dopo la produzione.Tuttavia, la fase di maturazione permette però agli aromi e ai sapori di svilupparsi meglio.

I diversi tipi di gin

Il gin si presenta in diverse versioni, che si distinguono soprattutto per il processo di produzione. Alcune varianti, come lo Yellow gin, l’Old Tom gin o il New Western gin, sono considerate categorie non ufficiali. Al contrario, altri tipi di gin, la cui produzione è regolamentata, sono classificati come categorie ufficiali.

Il gin aromatizzato

Molto apprezzato per creare cocktail originali dai colori accattivanti, il gin aromatizzato si distingue talvolta per i suoi sapori esotici. Si tratta di un tipo di gin ottenuto mediante la macerazione o l'infusione di sostanze botaniche naturali (spezie, erbe aromatiche e altri ingredienti aromatici). Il gin aromatizzato può anche essere ottenuto tramite aromatizzazione artificiale, aggiungendo essenze di gin (in particolare aromi di bacche di ginepro). L’aspetto del gin aromatizzato può essere modificato con l’aggiunta di coloranti. G’Vine, Tanqueray o ancora Santa Ana sono solo alcuni dei marchi di gin aromatizzato da scoprire.

Il gin classico

Il gin classico è il distilled gin, ovvero il gin distillato, la categoria di gin più diffusa. Il processo di produzione di questo distillato prevede una seconda distillazione dell’alcol neutro nel quale sono stati macerati gli ingredienti botanici. Il distilled gin viene solitamente prodotto senza aromi aggiuntivi. Tuttavia, il distillatore può aggiungerne di naturali o artificiali dopo la distillazione. In ogni caso, l'aroma e il sapore delle bacche di ginepro devono rimanere predominanti. Drumshanbo Gunpowder, Gin Monkey o ancora Gin Hendrick’s sono tra i nomi di riferimento che rappresentano sicurezze in fatto di gin classico.

Il London Dry Gin

Anche il London Dry Gin è un gin distillato. Tuttavia, durante la sua produzione, non si possono aggiungere né aromi artificiali né coloranti. Inoltre, non si deve effettuare alcuna aromatizzazione dopo la distillazione. L’unica aggiunta consentita è lo zucchero, per un massimo di 0,1 g/litro. Se il gin contiene zucchero, può essere commercializzato con la denominazione «London Gin». Contrariamente a quanto suggerisce il nome, il London Dry Gin può essere prodotto ovunque, non solo a Londra. Gin Engine e No.3 London Dry Gin sono tra i nomi da non perdere.

Il gin per paese

Anche se il gin viene spesso associato all’Inghilterra e ai Paesi Bassi, oggi anche altri paesi producono gin di altissima qualità. Oltre a ispirarsi alle ricette tradizionali, le distillerie usano spesso erbe aromatiche tipiche dei loro paesi, creando così gin davvero unici.

Il gin inglese

Con la sua tradizione e le sue leggende, il gin è una vera e propria passione inglese. Generalmente prodotto secondo metodi tradizionali con ingredienti di altissima qualità, il gin inglese è tra i più apprezzati al mondo. Famoso per la sua complessità aromatica e il suo gusto raffinato, questo distillato è noto anche per la sua grande varietà di stili e sapori. Tra i gin inglesi di qualità figurano, tra gli altri, i marchi:

  • Gin Bombay Sapphire
  • Tanqueray London Dry Gin
  • Gin Bulldog
  • Peaky Blinder Spiced Dry Gin
  • Plymouth gin Navy Strength

Il gin francese

I gin francesi stanno riscuotendo oggi un grande successo in Francia e a livello internazionale. Ciò è dovuto al saper fare delle distillerie francesi, ma anche agli ingredienti locali che conferiscono sapori distintivi alle loro creazioni. I produttori di gin francesi propongono spesso ricette che esaltano le peculiarità di una regione grazie alle botaniche utilizzate, come la lavanda o le olive di Provenza, gli agrumi rari o ancora i fiori di vite. Tra i marchi di gin francesi troviamo in particolare:

  • Gin Citadelle
  • G’Vine
  • Normindia
  • Generous Gin
  • Hexagone Gin
  • Distilleria del Monte Bianco
  • Anaë

Il gin scozzese

Se gli scozzesi sono famosi per l’arte della produzione del whisky, non sono da meno nella produzione di gin. Anzi, sono rinomati per la loro maestria nella distillazione. Con numerose distillerie artigianali, la Scozia è oggi il più grande produttore di gin del Regno Unito, con circa il 70% della produzione totale. Marchio iconico, Hendrick’s è un punto di riferimento imprescindibile quando si parla di gin scozzese. Prodotto nella distilleria di cereali di William Grant & Sons a Girvan, questo gin di alta gamma viene realizzato in modo artigianale, in quantità molto limitate. La distillazione avviene in due alambicchi molto antichi, il Bennett Still e il Carter Head, che conferiscono a questo gin carattere e morbidezza aromatica.

Gli altri paesi produttori di gin

Oltre all’Inghilterra, alla Scozia e alla Francia, anche altri paesi si sono lanciati nella produzione di gin. Per variare un po’, vai alla scoperta dei gin irlandesi, variegati, deliziosi e ricchi di carattere, in particolare quelli del marchio Drumshanbo Gunpowder Gin. Gli amanti del gin possono anche esplorare l’incredibile varietà dei gin prodotti in Belgio. A questo proposito, l’Arduenna Gin e il Gin Mr Copperhead meritano sicuramente una prova. Anche la Germania è tra i paesi di riferimento nella produzione di gin. Questo paese è in particolare all’origine del famoso marchio Gin Monkey 47, un distillato a base di 47 ingredienti botanici raccolti principalmente nella Foresta Nera.

Il gin ha spesso oltrepassato di gran lunga i confini europei, conquistando terre lontane come il Giappone. Creando la propria versione del gin, i distillatori giapponesi combinano sapientemente le tecniche tradizionali di produzione con le influenze locali. Ad esempio, abbinano le bacche di ginepro a ingredienti tipicamente giapponesi come lo yuzu, lo shiso, un’erba aromatica giapponese, o il sansho, una bacca originaria del Giappone. Per scoprire l’originalità dei gin giapponesi, Nikka, Gin Komasa o Ki No Jyu sono marchi da non perdere.

Il gin si beve liscio?

Data la sua gradazione alcolica, il gin si beve raramente liscio, soprattutto se si tratta di un gin secco. Tuttavia, per apprezzare appieno la freschezza e la complessità aromatica di questo distillato, è assolutamente possibile gustarlo senza aggiungere altri sapori. A seconda dei tuoi gusti, il gin può essere servito con cubetti di ghiaccio o senza.

I cocktail a base di gin: Gin Tonic, Gin Fizz…

Il gin è particolarmente utilizzato per la preparazione di diversi tipi di cocktail. A seconda del tipo di gin, questo distillato può apportare freschezza, amarezza, ma anche gran parte degli aromi della bevanda. Tra i cocktail a base di gin ci sono, in particolare:

  • Il Gin Tonic
  • Il Gin Fizz
  • Il Martini Dry
  • La Cucumber Lemonade
  • L’Orchard Collins
  • Il Negroni

Come si prepara un Gin Tonic

Il Gin Tonic è senza dubbio il cocktail a base di gin più famoso. Questa bevanda leggendaria, un tempo usata dagli ufficiali della marina britannica come rimedio contro la malaria, è semplicissima da preparare. Infatti, basta mescolare il gin con l’acqua tonica. Puoi aggiungere una guarnizione come una scorza di limone o una fetta di cetriolo, che ha una funzione non solo decorativa, ma anche gustativa. Su Vinatis troverai anche un’ampia selezione di gin provenienti da ogni angolo del mondo: gin inglese, gin, francese, gin scozzese, gin giapponese… Gin da gustare lisqcio o da usare per le tue ricette di cocktail per stupire i tuoi amici!

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