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Castello di Fonterutoli - Mazzei

"Oggi come ieri, la famiglia Mazzei perpetua l'eredità del proprio sapere al Castello di Fonterutoli, dove tutto ha avuto inizio, una delle realtà più importanti del Chianti Classico e della Toscana, con una storia consolidata e un futuro ancora da scrivere." - Famiglia Mazzei

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Castello di Fonterutoli - Marchesi Mazzei: un patrimonio plasmato dalla storia e dalla geografia della toscana

La tenuta del Castello di Fonterutoli rappresenta uno dei pilastri della viticoltura italiana. È la testimonianza di una continuità familiare nel mondo del vino: appartiene infatti alla famiglia Mazzei dal 1435, un casato che ha contribuito in modo determinante a consolidare il prestigio della denominazione Chianti Classico. La famiglia Mazzei ha avuto un ruolo molto importante nella vita politica e culturale della Toscana. Ser Lapo Mazzei e suo fratello Lionardo coltivavano vigne a Carmignano; fu però la nipote Madonna Smeralda, sposando Piero di Agnolo da Fonterutoli nel 1453, a dare origine alla tenuta che ancora oggi conosciamo come Castello di Fonterutoli.

La tenuta di Castello di Fonterutoli si trova nel comune di Castellina in Chianti, in Toscana, a sud del vigneto della denominazione Chianti Classico. Dei 650 ettari della tenuta, 110 sono dedicati alla viticoltura, suddivisi in 8 terroir e 114 singoli appezzamenti, distribuiti nei 3 comuni della zona della denominazione del Chianti Classico: Castellina in Chianti, Radda in Chianti e Castelnuovo Berardenga. I vigneti sono piantati principalmente a Sangiovese (36 biotipi), insieme ad altre varietà locali e internazionali (Colorino, Malvasia Nera, Merlot, Cabernet Sauvignon). L’azienda si trova tra i 220 e i 570 metri di altitudine, su terreni aridi e rocciosi, caratterizzati da un ricco substrato minerale, ideali per la produzione di grandi vini. Le uve, raccolte a mano, vengono vinificate separatamente e affinate in botti di legno, così da definire e valorizzare appieno il potenziale di ogni singolo appezzamento. La cantina, scavata nella roccia, fa parte della rete Toscana Wine Architecture, che riunisce 14 tenute vinicole e coniuga qualità e design. Le cantine della rete sono state progettate da architetti di fama e si integrano armoniosamente nel paesaggio circostante, combinando al contempo estetica e tecnologie all'avanguardia. Coniugando tradizione e modernità, la tenuta Castello di Fonterutoli produce una gamma di splendidi vini rossi DOCG Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione, oltre a interessanti vini IGP Toscana. Da sempre all’avanguardia sul fonte della qualità, i vini di Mazzei «testimoniano un’evoluzione verso uno stile che privilegia la freschezza e la vivacità rispetto alla semplice potenza, un approccio particolarmente adatto ai vini di terroir», si legge nelle recensioni della prestigiosa rivista Vinous.

Una grande tenuta del chianti classico docg che si dedica anche ai supertuscan

Il Castello di Fonterutoli è innanzitutto una grande tenuta del Chianti Classico DOCG, ma si dedica anche alla produzione di SuperTuscan, vini che esulano dal disciplinare della denominazione. Infatti, i SuperTuscan sono nati negli anni ’70, quando alcuni viticoltori toscani hanno deciso di utilizzare vitigni internazionali, in particolare quelli bordolesi (Cabernet Sauvignon, Merlot, ecc.), in aggiunta o al posto del Sangiovese, svincolandosi così dalle rigide regole delle denominazioni toscane DOC/DOCG. È il caso della tenuta Castello Di Fonterutoli Mazzei, che produce alcune delle sue etichette con la denominazione IGT Toscana, nella zona di produzione regionale:

  • Siepi: questa prestigiosa etichetta è composta per il 50% da Merlot e per il 50% da Sangiovese ed è considerata uno dei Super Toscani più rinomati d’Italia.
  • Concerto Di Fonterutoli: prodotto con l'80% di Sangiovese e il 20% di Cabernet Sauvignon, questo grande vino rosso italiano è considerato anch’esso un SuperTuscan. Vinificato per la prima volta nel 1981, questa cuvée rapprensenta addirittura uno dei fiori all’occhiello del movimento dei SuperTuscan.

L'altitudine e la topografia come fattori di freschezza

La particolarità di questi vigneti di Fonterutoli resiede nella loro marcata frammentazione geografica, associata a notevoli variazioni di altitudine. Gli appezzamenti si trovano su pendii situati a un'altitudine compresa tra i 220 e i 570 metri.

Questo dislivello verticale influisce direttamente sul ciclo vegetativo della vite. Gli appezzamenti situati alle quote più elevate beneficiano di un marcato abbassamento delle temperature notturne, che crea notevoli sbalzi termici giornalieri. Questo fenomeno rallenta la maturazione delle uve, contribuendo a preservarne l’acidità naturale e favorendo lo sviluppo di una complessa gamma aromatica, priva di qualsiasi pesantezza legata alle alte temperature.

La trilogia comunale: i tre pilastri del Chianti Classico


Questo mosaico di terroir non si limita a un unico settore, ma si articola storicamente attorno a tre comuni principali della DOC, ognuno dei quali apporta una sfumatura stilistica essenziale all’equilibrio complessivo dei vini:

  • Castellina in Chianti: culla storica e cuore nevralgico della tenuta. Gli appezzamenti situati qui producono vini di grande pregio, caratterizzati da una trama tannica compatta ma raffinata, che costituisce la struttura portante e definisce l’identità fondamentale della cantina.
  • Castelnuovo Berardenga: situata nella parte più meridionale della denominazione, questa zona gode di un clima leggermente più caldo. Le uve che ne derivano apportano struttura, corposità e una maturità fruttata più generosa, che contribuiscono ad avvolgere la tensione delle altre parcelle.
  • Radda in Chianti: zona caratterizzata dall’altitudine e da temperature più fresche. I vigneti di questo terroir conferiscono alle annate una vivacità salina, note floreali ariose e un’acidità vibrante, garantendo freschezza e un grande potenziale di invecchiamento dei vini della tenuta.

Un mosaico di 114 appezzamenti: micro-terroir e geologia

L’approccio viticolo della famiglia Mazzei si basa su una frammentazione cartografica estremamente accurata, che si concretizza nella suddivisione del vigneto in 114 appezzamenti distinti. Questa suddivisione meticolosa permette di isolare unità produttive omogenee e di rispondere con precisione alle diverse caratteristiche geologiche dei terreni.

La dualità geologia: Alberese e galestro


Il sottosuolo della tenuta è caratterizzato dalla coesistenza di due principali formazioni geologiche toscane, che determinano il comportamento della vite e il profilo degli acini:

  • L’Alberese: questo calcare marnoso di origine marina, duro e compatto, si trova soprattutto negli appezzamenti situati alle quote più elevate. Limita lo sviluppo vegetativo della vite e induce un moderato stress idrico. Le argille associate contribuiscono a preservare la freschezza, il che si traduce in vini caratterizzati da una struttura minerale rigorosa, un’acidità marcata e tannini verticali.
  • Il Galestro: questo scisto argilloso friabile si sbriciola sotto l’azione degli agenti atmosferici, permettendo alle radici di affondare in profondità. Offre un’ottima permeabilità e immagazzina il calore diurno per restituirlo durante la notte. Gli appezzamenti su suoli di Galestro producono uve con una maturità fenolica più lineare, che conferiscono ai vini maggiore rotondità e complessità aromatica.

Biodiversità operativa ed ecosistema forestale

La gestione agronomica integra i 110 ettari di vigneti in un contesto naturale molto più vasto, riducendo al minimo l'impatto ambientale. I restanti 540 ettari della tenuta sono occupati da boschi fitti e oliveti. Questa configurazione non è solo un elemento paesaggistico, ma svolge anche precise funzioni agronomiche:

  • Regolazione termica: la massa boschiva attenua gli aumenti di temperatura estivi e contribuisce a mantenere un adeguato livello di umidità nell’aria.
  • Protezione del suolo: le zone boschive limitano l’erosione dei suoli sugli appezzamenti caratterizzati da forti pendenze.
  • Corridoi ecologici: la fauna e la flora ausiliarie circolano liberamente, contribuendo a contenere naturalmente la pressione di alcuni parassiti della vite senza ricorrere a trattamenti chimici sistematici.

La vinificazione parcellare: il proseguimento del lavoro in vigna in cantina


Affinché questo lavoro di selezione dei terroir venga valorizzato, la cantina del Castello di Fonterutoli funziona secondo un principio di tracciabilità assoluta. Progettata su tre livelli per sfruttare la forza di gravità, evita l’uso di pompe meccaniche che rischierebbero di danneggiare l’uva o di estrarre tannini grossolani durante il trasferimento dei mosti.

La cantina ospita una serie di tini in acciaio inossidabile termoregolati, i cui volumi sono calibrati per corrispondere alle esigenze della vendemmia di ciascun micro-terroir. Ogni appezzamento viene così vinificato separatamente, con macerazioni e temperature adattate al potenziale del terroir di origine. L’assemblaggio finale avviene solo al termine dell’affinamento.

Il Sangiovese secondo Mazzei: purezza, finezza e precisione

All’interno della tenuta, il Sangiovese occupa un posto centrale e guida le scelte tecniche, sia in vigna sia in cantina. La famiglia Mazzei coltiva questo vitigno tradizionale con l'obiettivo di esaltarne le caratteristiche intrinseche senza alterarne la natura attraverso interventi correttivi in cantina.

Uno stile di vino incentrato sulla vivacità


La scelta tecnica della tenuta si discosta dalle pratiche di estrazione massiccia e dagli affinamenti fortemente segnati dall'uso di legno nuovo, pratiche che in passato hanno talvolta appesantito i vini della regione. L’obiettivo qui è quello di ottenere vini caratterizzati da fluidità e precisione aromatica.

Il lavoro di estrazione durante la fermentazione viene condotto con moderazione, privilegiando rimontaggi delicati volti a estrarre in modo equilibrato i composti presenti nelle bucce, senza irrigidire la struttura tannica. L’affinamento avviene principalmente in botti di rovere francese di capacità variabile, selezionate per la loro grana fine, che garantiscono una lenta micro-ossigenazione senza mascherare il carattere del frutto con eccessivi aromi vanigliati o tostati.

Profilo organolettico e impronta aromatica


Questo approccio dà vita a vini rossi precisi, fedeli al profilo classico del Sangiovese d’alta quota. L’analisi sensoriale mette in evidenza diversi elementi ricorrenti:

  • La trama fruttata: al naso e in bocca dominano piccoli frutti rossi croccanti, in particolare la ciliegia e il ribes rosso.
  • Le sfumature terziarie e speziate: l’evoluzione aromatica porta note di spezie delicate, pepe bianco e sentori di sottobosco.
  • L’equilibrio in bocca: la struttura è sostenuta da un’acidità vivace. È proprio questo filo conduttore acido che allunga il vino, ne assicura la freschezza sul finale e gli conferisce un importante potenziale di invecchiamento, favorendo l'evoluzione e l'integrazione della struttura nel corso degli anni.

Guida all'acquisto: la selezione Castello di Fonterutoli disponibile sur Vinatis

Il rigore tecnico e la diversità dei micro-terroir della famiglia Mazzei si traducono in una gamma ben strutturata, che permette di esplorare le diverse sfaccettature della Toscana. Vinatis propone una selezione mirata, che spazia dalla fascia media a quella alta, con vini accessibili a partire da una ventina di euro fino ai grandi vini toscani che sfiorano i 100 €.

sIEPI, chianti classico gran selezione... Una gamma iconica disponibile su vinatis


La nostra selezione ti permette di esplorare la classificazione ufficiale della denominazione e le creazioni della regione, dalle espressioni più immediate alle annate più longeve, pensate per un lungo invecchiamento:

  • Fonterutoli Chianti Classico: vero e proprio punto di ingresso alla gamma alla tenuta, questo vino è un assemblaggio principalmente a base di Sangiovese proveniente da diversi appezzamenti della tenuta, con l'obiettivo offrire un profilo fresco, netto e immediatamente accessibile.
  • Ser Lapo Chianti Classico Riserva: creata in omaggio all’antenato della famiglia, Ser Lapo, autore del primo documento ufficiale a menzionare il «vino del Chianti» (nel 1398), questa cuvée Riserva presenta una struttura più decisa, un affinamento prolungato in botte e una complessità aromatica superiore, caratterizzata da note di spezie dolci. Un Chianti tipico, in linea con la tradizione dei grandi vini rossi toscani.
  • Castello di Fonterutoli Gran Selezione: il fiore all’occhiello della denominazione Chianti Classico. Questo vino nasce da una rigorosa selezione delle migliori parcelle della tenuta (nei dintorni di Castellina). Esprime la quintessenza del terroir con tannini di grande finezza e una profondità notevole.
  • Siepi (IGT Toscana): questa cuvée iconica è un assemblaggio in parti uguali di Sangiovese e Merlot, coltivati nell’omonimo appezzamento. È un vino di alta gamma, riconosciuto in tutto il mondo per il suo perfetto equilibrio tra la freschezza toscana e la rotondità del vitigno bordolese. Una cuvée iconica, diventa un vero punto di riferimento internazionale.
  • Philip (IGT Toscana): una cuvée in edizione limitata dedicata a Philip Mazzei, l’antenato e grande viticoltore del XVIII secolo. Prodotta principalmente con Cabernet Sauvignon, in purezza, questa etichette si distingue per la sua struttura densa, gli aromi di frutti neri e il suo profilo decisamente internazionale ma profondamente radicato nei terreni della tenuta. Questa cuvée esplora l’autenticità della tenuta, unendo metodi tradizionali e un approccio viticolo più contemporaneo, dimostrando che il vitigno bordolese si sposa alla perfezione con il clima toscano.

Consigli di servizio e abbinamenti gastronomici


Per esaltare la precisione aromatica di questi vini senza coprirne la freschezza, è consigliabile seguire alcune semplici regole di servizio:

  • Si consiglia di servire questi vini rossi toscani tra i 16 °C e i 18 °C. Una temperatura troppo alta farebbe risaltare l’alcol a scapito della delicata acidità del vitigno.
  • Mentre vini come il Fonterutoli Chianti Classico si gustano perfettamente da giovani, bottiglie come il Ser Lapo, il Gran Selezione o il Siepi hanno un potenziale di invecchiamento che va dai 10 a oltre 20 anni, e vedono i loro tannini affinarsi nel corso dei decenni.
  • La vivacità e la freschezza naturale della gamma di vini del Castello di Fonterutoli Chianti Classico li rendono perfetti compagni a tavola. Si abbinano bene alle carni rosse alla griglia, alla selvaggina da penna e alle specialità della cucina toscana come la bistecca alla fiorentina o i piatti a base di funghi di bosco. Vini da gustare a tavola, capace di far venire voglia di partire alla scoperta della Toscana.
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