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Curiosità sul vino

Ecco 8 curiosità sul vino a cui forse non avevi mai pensato o trovato una risposta: a cosa serve l'incavo nel fondo delle bottiglie di vino? A che temperatura ghiaccia il vino? Qual è la bottiglia di vino più antica al mondo? Vino spagnolo, francese o italiano? Qual è il migliore? Quanti bicchieri di vino ci sono in una bottiglia? Il vino migliora sempre con gli anni? Perché per servire il vino vengono utilizzate le caraffe? Come conservare bene il vino in bottiglia una volta aperta? Scopri le risposte dei nostri esperti!

I NOSTRI SUGGERIMENTI

Fondo delle bottiglie di vino

A COSA SERVE L’INCAVO NEL FONDO DELLE BOTTIGLIE DI VINO?


Perché le bottiglie di vino presentano questa caratteristica rientranza nel fondo? Abbiamo raccolto una lista di motivi legati a questa peculiarità delle bottiglie di vino. Scopriamoli insieme...

  1. Il primo motivo storico su cui concordano la maggior parte degli esperti è legato ad una semplice questione di equilibrio. Inizialmente, prima dell’affermarsi della produzione industriale, le bottiglie di vino erano prodotte e lavorate a mano con una tecnica che le dotava di un fondo tondeggiante; tale caratteristica ne rendeva impossibile l’equilibrio. Da qui che ai lavoratori del vetro venne in mente una soluzione: spingere tale sporgenza tondeggiante verso l’interno della bottiglia, creando un fondo concavo. In questa maniera, le bottiglie potevano mantenersi in equilibrio in posizione verticale, senza correre il rischio di cadere e rompersi.
  2. Con l’arrivo dell’industrializzazione, si decise di rispettare la tradizione e oggi si continuano a produrre bottiglie di vino con il caratteristico incavo nel fondo. Ma mantenersi fedeli alla tradizione non fu l’unico motivo: ben presto, infatti, ci si è accorti che questa particolare forma è in realtà estremamente utile perché permette ai sedimenti insolubili del vino (prodotti durante la fermentazione) di depositarsi sul fondo della bottiglia, evitando che si disperdano e ritornino a galla.
  3. Altri esperti sostengono che questo tipo di bottiglia è stato inventato per lo Champagne. Tale struttura, infatti, garantiva una maggiore resistenza meccanica della bottiglia, rendendo possibile realizzarne il fondo con un vetro più sottile. Nello specifico caso degli Champagne, tuttavia, questo non è l’unico motivo. L’esistenza dell’incavo nel fondo trova infatti giustificazione nella tradizionale tecnica di apertura della “sciabolata”, per la quale è necessario afferrare la bottiglia alla base. Di contro, però, non mancano di certo le eccezioni: la leggenda vuole che, per volontà dello zar Alessandro II di Russia, lo Champagne Louis Rœderer “Cristal”, che era stato creato in suo onore ed è considerato il primo Prestige Cuvée, fosse dotato di un fondo piatto e trasparente. Il motivo? Temeva che nell’incavo del fondo della bottiglia qualcuno potesse nascondere una bomba per ucciderlo.
  4. Ma i motivi non finiscono qui... Alcuni credono che l’incavo nel fondo delle bottiglie di vino favorisca un più rapido raffreddamento dei vini bianchi o spumanti a contatto con il ghiaccio, poiché la superficie di contatto è maggiore; e ancora, altri affermano che tale forma conferisce una maggiore resistenza alla bottiglia, sia in merito alla pressione dei gas, sia a possibili urti esterni.

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Bottiglie di vino ghiacciate

A CHE TEMPERATURA GHIACCIA IL VINO?


Ti sarà sicuramente capitato di chiederti a che temperatura ghiaccia il vino, cioè qual è il suo punto di congelamento. A questa domanda, proveremo a risponderti in due modi:

  1. 1. La prima risposta, quella breve, è che la temperatura di congelamento del vino è pari al grado alcolico diviso 2 sottozero. Ad esempio, se una bottiglia ha una gradazione alcolica del 12%, allora il vino congelerà a -6°.
  2. 2. La seconda risposta, invece, sottolinea l’importanza di tenere presenti tutte le caratteristiche del vino in esame. A seconda del tipo di vino, infatti, possiamo osservare grandi differenze. Per questo, esistono apparecchi elettronici particolari che, tenendo conto delle specificità di ciascun vino, sono in grado di fornire dati più precisi: ad esempio, l’etilometro o l’apparecchio di Beckmann.

Il nostro consiglio? Se vuoi conservare il vino, bada bene a non farlo congelare, poiché le conseguenze sarebbero nefaste: innanzitutto, una volta ghiacciato il vino, la bottiglia potrebbe frantumarsi; e poi le proprietà aromatiche e organolettiche del vino ne risentirebbero in modo significativo. In ogni caso, non preoccuparti, solitamente è davvero difficile che ciò avvenga! Come abbiamo visto, per congelare una bottiglia di vino, occorre raggiungere temperature realmente basse.

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Scultura uomo che beve vino

QUAL È LA BOTTIGLIA DI VINO PIÙ ANTICA AL MONDO?


La bottiglia di vino più antica al mondo risale all’epoca romana, più precisamente, al IV secolo d.C. (325-350 d.C.) ed è stata trovata nel 1867 in una tomba romana vicino alla città di Spira, in Germania, da cui ha preso il nome. Nella tomba sono stati rinvenuti due sarcofagi romani, contenenti il corpo di un uomo e di una donna rispettivamente. Al loro interno sono state ritrovate numerose bottiglie, ma soltanto una conteneva ancora del liquido.

Si tratta di un recipiente in vetro, conosciuto come la bottiglia di vino di Spira, con una capienza di un litro e mezzo, la forma che ricorda quella di un’anfora per via dei suoi due manici e sigillato con un tappo di cera. La conservazione è dovuta alla presenza massiccia di olio d’oliva, che i romani erano soliti usare per preservare il vino dall’ossidazione. È considerata la bottiglia di vino più antica al mondo, giunta ancora chiusa fino a noi! Oggi si trova conservata al Museo storico del Palatinato di Spira.

Gli studi condotti fino ad oggi hanno dimostrato che una parte del liquido è vino diluito con mistura di erbe, sebbene ormai abbia perso qualsiasi traccia di etanolo. Alcuni scienziati hanno di recente valutato l’idea di aprire la bottiglia per analizzarne ancora una volta il contenuto, ma si è preferito lasciarla chiusa, per via delle incertezze legate a come il liquido potrebbe reagire a contatto con l’aria dopo così tanto tempo.

Ma andiamo al dunque... È ancora bevibile il vino contenuto nella bottiglia più antica al mondo? Secondo la professoressa di enologia Christmann, dal punto di vista microbiologico, il vino non sarebbe rovinato; tuttavia, non porterebbe di certo nessuna gioia al palato.

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vino spagnolo

vino francese

vino italiano

VINO SPAGNOLO, FRANCESE O ITALIANO? QUAL È IL MIGLIORE?


In fatto di vini, Spagna, Francia e Italia hanno di certo un ruolo di primo piano in Europa: tre paesi rinomati per la loro intensa e prestigiosa produzione vinicola. Ma è possibile stilare una classifica tra vino spagnolo, francese e italiano, e stabilire qual è il migliore? Domanda complessa a cui cercheremo di dare delle risposte, basandoci però sulla vecchia locuzione latina De gustibus non est disputandum!

Gli aspetti che analizzeremo sono tre: la produzione vinicola, la tradizione vinicola e le caratteristiche produttive, ponendo soprattutto l’accento sulle condizioni climatiche di ciascun paese.

Innanzitutto, in termini di produzione vinicola, le più recenti statistiche rivelano che questi tre colossi vinicoli vantano i primi tre posti a livello mondiale:

  1. Primo in classifica è il vino italiano, con una produzione di circa 40 milioni di hl;
  2. Secondo in classifica è il vino francese, con circa 38 milioni di hl;
  3. Terzo è il vino spagnolo, con circa 33 milioni di hl.

Per quanto riguarda la tradizione vinicola o, più semplicemente, la cultura del vino presente in ciascuno dei tre paesi in esame:

  1. Va da sé che questa nasce in Francia. Più precisamente, a contraddistinguere il vino francese dai suoi rivali è stata soprattutto l’esportazione a livello internazionale sia dei suoi vitigni, sia delle sue pratiche enologiche e artigianali uniche al mondo. Basti pensare al metodo classico o champenoise di produzione dello Champagne.
  2. Segue l’Italia che, sebbene il suo vino non raggiunga lo stesso valore della produzione del vino francese, è riuscita a superare la Francia in termini di volumi di produzione e di numero di DOP e IGP: le denominazioni ufficiali delle regioni italiane sono infatti in progressivo aumento.
  3. A seguire, la Spagna vanta indubbiamente un’antichissima tradizione vinicola, già a partire dal II secolo a.C., in cui a Roma venivano commercializzati i primi vini spagnoli. La loro affermazione sul mercato internazionale avvenne con le denominazioni della Rioja, di Jerez e di Malaga.

In merito alle caratteristiche produttive, le peculiarità del vino francese, del vino italiano e del vino spagnolo sono date dalle rispettive personalità, uniche e ineguagliabili. Tale tipicità è il risultato di una serie di fattori:

  1. In primis, i relativi vitigni autoctoni, propri di ciascun paese;
  2. I metodi produttivi locali;
  3. Le specifiche condizioni climatiche. A tal proposito, distinguiamo tre zone principali:
    1. Quelle caratterizzate da un clima caldo, in cui vengono prodotti vini particolarmente morbidi e corposi e dal contenuto alcolico più elevato rispetto alla media, siano essi bianchi o rossi;
    2. Quelle a clima temperato, in cui la varietà organolettica risulta essere molto ampia e variabile, a seconda dei metodi di vinificazione;
    3. Quelle a clima più fresco, in cui si osserva una predilezione per i vini bianchi e spumanti, che regalano freschezza al palato e aromi delicati.

VINI SPAGNOLI

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Bottiglia e calici di vino

QUANTI BICCHIERI DI VINO CI SONO IN UNA BOTTIGLIA?


Naturalmente, il numero di bicchieri di vino contenuti in una bottiglia dipende dal tipo di bicchiere utilizzato. In linea di massima, nel caso del vino rosso, da una bottiglia di 75 cl si possono ottenere 4 bicchieri da 150 ml; nel caso del vino bianco, invece, si può arrivare a riempire fino a 7 bicchieri, poiché i calici in cui si serve questa tipologia di vino sono di solito più stretti.

Ma se volessimo essere ancora più precisi, dovremmo prima scoprire nel dettaglio le principali tipologie di bicchieri. Servire una bottiglia in un tipo di bicchiere piuttosto che in un altro dipende dalle caratteristiche del vino stesso:

  1. VINO BIANCO. Per servire del vino bianco, i calici ideali sono il renano (caratterizzato da un corpo panciuto e da una parte superiore più ristretta) e la coppa a tulipano (dotata di una apertura molto ampia nella parte superiore).
  2. VINO ROSSO. Per il vino rosso, invece, l’ideale è il ballon (un calice ampio e dalla forma rotonda e panciuta, che si restringe leggermente nella parte superiore).
  3. VINO SPUMANTE. Per servire il vino spumante, occorre l’elegante e delicato flûte (“flauto”, dal francese), la cui forma allungata e affusolata consente di cogliere il perlage delle bollicine.
  4. VINO DOLCE. Infine, i vini dolci (ad esempio, il passito) vengono di solito degustati nel piccolo tulipano (un piccolo calice dalle dimensioni ridotte e dallo stelo sottile e allungato), perfetto per servire piccole quantità di liquido. VINO DOLCE. Infine, i vini dolci (ad esempio, il passito) vengono di solito degustati nel piccolo tulipano (un piccolo calice dalle dimensioni ridotte e dallo stelo sottile e allungato), perfetto per servire piccole quantità di liquido.

Una volta analizzate le principali tipologie di bicchiere, non ci resta che fare i calcoli per sapere quanti bicchieri di vino ci sono in una bottiglia. In particolare, se il servizio viene eseguito nel modo corretto, esistono 3 possibilità:

  1. I vini secchi, siano essi bianchi o rossi, vengono serviti in bicchieri più ampi (dal volume di 150 ml circa), occupando il 33% di suddetta capacità. Ne consegue che una bottiglia standard di 75 cl possiamo ottenere circa 5-6 bicchieri.
  2. I vini spumanti vengono serviti in bicchieri stretti e dalle piccole dimensioni (dal volume di 150 ml circa), occupando però stavolta il 90% della loro capacità. Ne consegue che da una bottiglia di vino spumante standard di 75 cl possiamo ottenere un massimo di 5 bicchieri.
  3. I vini dolci, infine, vengono anch’essi serviti in calici dalle piccole dimensioni (dal volume di 90 ml circa). Ne consegue che da una bottiglia standard di vino dolce di 37,5 cl possiamo ottenere un massimo di 4 bicchieri.

Cantina di vino

IL VINO MIGLIORA SEMPRE CON GLI ANNI?


Si dice che con il passare degli anni le persone solitamente migliorino. Ma vale la stessa cosa per il vino? In linea di massima, non sempre è così.

Generalmente, i vini bianchi, tranne alcune puntuali eccezioni, vanno consumati entro 2 anni. Se una bottiglia, ad esempio, è datata 2020 dovrà essere consumata entro e non oltre il 2022.

Un caso a sé è dato da alcuni vini che, per via del loro particolare metodo di vinificazione, possono durare anche più di 10 anni: basti pensare allo Champagne.

Per i vini rossi, invece, la situazione è più complessa, poiché dipende dal tipo di lavorazione e dal tipo di vino. La principale caratteristica dei vini rossi è la presenza dei tannini – che conferiscono durezza al palato – e dell’acidità conferita dall’uva. Il risultato è un vino rosso che in giovane età si presenta quasi sempre squilibrato. Per questo motivo sono necessari alcuni anni di invecchiamento, al fine di diventare più equilibrato al palato.

Caraffa di vino

PERCHÉ PER SERVIRE IL VINO VENGONO UTILIZZATE LE CARAFFE?


Per servire alcuni vini – in particolare, i vini rossi – vengono spesso utilizzate le caraffe. Tale processo si chiama “decantazione del vino” e consiste nel trasferire il vino da una bottiglia a una caraffa, prima di servirlo nel calice. Perché?

  1. Per favorire l’ossigenazione del vino.
  2. Per far “respirare” nuovamente il vino e restituirgli tutte le sue proprietà organolettiche, siano esse gustative e aromatiche; a tal proposito, però, sconsigliamo di decantare un vino invecchiato da diversi anni, poiché con il tempo la sua struttura potrebbe essere diventata molto fragile e la decantazione potrebbe causare la perdita degli aromi.
  3. Per far invecchiare artificialmente il vino (per i vini giovani).
  4. Per eliminare possibili sedimenti rimasti sul fondo della bottiglia.

Se l’argomento ti interessa, non perderti il nostro articolo Quali vini devono essere decantati? nel seguente link.

Conservazione bottiglia di vino

COME CONSERVARE BENE IL VINO IN BOTTIGLIA UNA VOLTA APERTA?


Ti sarà di certo capitato di stappare una bottiglia di vino e di non sapere come conservarla se non è ancora finita. Ecco alcuni consigli per conservare una bottiglia di vino aperta. Per iniziare, dovrai badare bene a 3 aspetti principali:

  1. Il tappo della bottiglia. La prima cosa da fare è ritappare la bottiglia per evitare al massimo il contatto del vino con l’aria. Il primo consiglio che ti diamo è quello di riutilizzare lo stesso tappo della bottiglia, nel caso in cui non si fosse deteriorato durante l’apertura. In tal caso, il nostro consiglio è quello di ricorrere a degli specifici tappi universali in metallo disponibili sul mercato proprio per far fronte a situazioni simili.
  2. La posizione della bottiglia. Successivamente, dovrai fare attenzione alla posizione della bottiglia. Il nostro secondo consiglio, infatti, è quello di conservarla in posizione verticale. Per la conservazione delle bottiglie di vino chiuse, l’ideale è posizionarle orizzontalmente, al fine di favorire il contatto tra la bevanda e il sughero; tuttavia, nel caso delle bottiglie già aperte la situazione è ben diversa. Il principio è il seguente: evitare di esporre il vino ad un’eccessiva ossidazione. In posizione orizzontale, infatti, una bottiglia contenente poco liquido espone all’ossigeno una quantità di vino superiore rispetto a una bottiglia contenente la stessa quantità di vino e posta verticalmente.
  3. La temperatura a cui viene sottoposta la bottiglia una volta conservata. Infine, scegli bene il luogo di conservazione della tua bottiglia di vino aperta. Ecco il terzo consiglio: evita la vicinanza con fonti di calore o di luce, preferisci luoghi freschi e bui o addirittura il frigorifero. In definitiva, l’ideale sono le basse temperature, poiché rallentano il deperimento della bevanda. Per i vini rossi le basse temperature della cantina sono sufficienti, per loro è da evitarsi la conservazione in frigoriferi troppo freddi.

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